7 mag 2020

Un giorno a Burano e Come arrivarci senza passare da Venezia



Burano ormai diventata famosa per le sue case colorate, si sa è diventata meta ambitissima per i turisti stranieri e non. Se si va a Venezia, una tappa è d'obbligo anche alle isole più piccole ma di pari bellezza, effettivamente non si può negare l'unicità di queste isole.

Se per Venezia ci può volere anche più di un giorno per visitarla in tutto il suo splendore, complici anche i numerosi palazzi e gallerie d'arte, Burano la si può visitare interamente in meno di una giornata.

Se a Venezia ci arrivi direttamente in macchina grazie al Ponte della Libertà per arrivare a Burano devi per forza prendere un traghetto, se arrivi dall'aeroporto devi comunque passare per Venezia o Murano perché non ci sono collegamenti diretti. Ma poi da li ci sono un infinità di collegamenti per Burano, che risulta più lontana da Venezia.





Volevo andare a Burano da molto tempo, sebbene sia stata a Venezia due volte (anche se una negli anni 90) a Burano non ci ero mai stata, e da quando ne sono venuta a conoscenza volevo visitarla. Tutte quelle case colorate mi attiravano come una falena alla luce.

Così a fine Gennaio che avevo qualche giorno libero (prima che il mondo si fermasse prima della pandemia) ho scelto di andare proprio a Burano.







COME ARRIVARE A BURANO IN MACCHINA SENZA PASSARE DA VENEZIA
Ecco questo è stato un passaggio fondamentale, siccome viaggiavo in macchina e arrivavo da nord e la tappa non prevedeva Venezia ho cercato un'alternativa più veloce. 
Dopo la mattinata di viaggio in macchina, arrivo a Punta Sabbioni.
[Punta Sabbioni è alla fine di quella striscia di terra che prosegue dopo il Lido di Jesolo che prosegue poi verso il Lido di Venezia] 

Infatti da li e anche da Treporti, ci sono vari collegamenti per tutte le isole, oltre che un grande parcheggio che sicuramente sarà costato meno del Tronchetto Parking di Venezia. Oltre che essere molto comodo infatti è proprio davanti al Ferry.

Così dopo aver lasciato la macchina per 12€ (fino il giorno seguente) al parcheggio li di fronte, andiamo a controllare gli orari dei vaporetti, perfetto ne partiva uno dopo meno di 20 minuti, facciamo i biglietti a/r in 24 ore per Burano costa 15€ e ci mettiamo in coda dietro un piccolo gruppo di persone. Arriva quasi l'orario della partenza e nessuno si muove, panico, non è che queste persone aspettano un'altro vaporetto? Così di corsa mi precipito all'ingresso ma vedo il mio vaporetto partire, si lo so sono la solita furba, vabeh mi concedo un cappuccino e una brioche per pranzo al bar aperto li di fronte aspettando il vaporetto delle 13. 



Per arrivare a Burano da Punta Sabbioni ci si impiega meno di 30 minuti, appena il vaporetto si avvicina all'isola cogli già l'atmosfera. Nel frattempo, la nebbia che ci ha accompagnato per tutto il veneto si sta aprendo e appena arrivate sull'isola spunta il sole, quel sole timido di gennaio.

All'arrivo ci incontriamo direttamente allo sbarco con Nikola, la ragazza proprietaria della casa che ho trovato su booking, che ci mostra la strada per arrivare.


Pernottare a Burano non è una scelta molto economica, siamo sulle 150€ a notte, però la comodità è che si trovano per la maggior parte case/bed & breakfast, non ci sono grossi hotel, io ho scelto il Night galleria (è la prima scelta che esce su booking) è una splendida casa rosa che si affaccia direttamente sulla laguna, come non potevo prenotare qui.



La casa è veramente grande, perfetta anche per quattro persone, infatti ha un ampio salotto, una cucina e un bagno al piano terra, salendo una scala a chiocciola si trova la camera matrimoniale e salendo ancora al terzo piano nella mansarda c'è un'altra camera con due letti. Ci è stata comoda anche per la sera perché a gennaio è letteralmente tutto chiuso, ma ci arriveremo.

Lasciamo le borse e usciamo subito alla scoperta della città. Era da molto che volevo andarci, vedevo sempre le foto su Instagram e mi immaginavo questa piccola isola. In effetti dal punto di vista turistico Burano è famosa per le case colorate. Ma perché sono colorate?
Si dice che le case di Burano siano colorate in modo che i marinai del luogo le potessero riconoscere nei giorni di nebbia. In effetti pensate se fossero state tutte grigie ritrovare la propria casa non sarebbe risultato semplice.
















                                                                                                                                          
L'isola è molto piccola e in un paio d'ore è facile visitarla tutta. Non è difficile perdersi tra le vie in tutti quei colori, d'altronde è la sua caratteristica. 

I maggiori punti di interesse sono:
°Piazza Galoppi
°Chiesa di San Martino Vescovo e L'adiacente cappella di Santa Barbara
°La casa di Bepi
°Il museo del Merletto
°I tre ponti





Trovare la piazza non è difficile, anche perché è l'unica piazza dell'isola, ai lati troverete un infinità di locali e negozietti. Se proseguite arriverete al Duomo, dove vi accorgerete che la torre del campanile è molto pendente, causa un cedimento del terreno, mentre di fianco trovare la cappella che fa da scorcio al canale.






Tornando indietro e lasciandovi alle spalle la piazza troverete la parte più affollata dell'isola, una lunga via con ai lati tanti negozi e al centro il canale che termina con due ponti in legno che collega i tre canali. Poi il bello di questa isola è addentrarsi nelle piccole e strettissime viuzze al centro e perdersi tra i colori e i dettagli di ogni abitazione. Le porte e il bucato penso siano la cosa più fotografata a Burano.







Arrivato ormai il pomeriggio ci siamo concesse una cioccolata calda e un dolcetto al pistacchio in un dei pochissimi bar aperti. Vi consiglio anche il dolce tipico di Burano, si chiamano Bussolà e sono dei biscotti di frolla a ciambella o a forma di S, noi li abbiamo presi per la colazione del giorno dopo.
Uscite dalla merenda stava stava già tornando la nebbia, i turisti che arrivavano da Venezia erano già quasi fuggiti tutti e per le strade non c'era più nessuno.


Non mi è dispiaciuto girare con la nebbia e la luce che stava calando, effettivamente riesci a capire il senso di trovare la propria casa con la nebbia ancora più fitta.


Abbiamo proseguito sull'isola di Mazzorbo che è collegata da un ponte in legno, ma la nebbia era talmente fitta che non si vedeva nulla e nel lungo viale alberato sembrava piovesse così siamo tornate indietro per un ultimo giro dell'isola con le luci che iniziavano ad accendersi.





 Il vero problema poi sarebbe stato dove cenare, infatti tutti i ristoranti dell'isola sono tutti chiusi in quel periodo, per fortuna un piccolo market proprio sull'angolo in centro ci ha preparato dei panini (di pan bauletto perché anche il pane fresco alle sette di sera era ormai finito su tutta l'isola) con formaggio e salame, un pacchetto di patatine e il vino in regalo del B&B siamo riuscite a cenare. Ultimo giro per qualche scatto in notturna e poi a letto per poi prendere il vaporetto l'indomani mattina di nuovo per Punta Sabbioni e riprendere la macchina per un'altra tappa in giornata del nostro viaggio.




Monica M.






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