31 dic 2020

L'Islanda e (solo) alcune delle sue cascate.


Prima volta in Islanda? 

Anche se sembra che tutti siano già stati almeno una volta in Islanda, magari per qualcuno potrebbe non essere così e allora come dal titolo ecco una "guida" con (solo) alcune delle cascate che troverete su quest'isola meravigliosa, infatti l'Islanda ha molte cose da offrire, ma senza dubbio le cascate sono la cosa che troverete per la maggiore durante tutto il vostro viaggio. Senza nemmeno allontanarvi dalla strada principale troverete già le più famose, e con un po' di spirito d'avventura ne troverete di altrettante meno affollate e forse ancora più d'impatto.

In ogni stagione sono meravigliose, in alcuni periodi potrebbero essere chiuse per via del tempo, quindi limitano i passaggi o chiudono percorsi perché potrebbe essere rischioso passarci. Potrete trovare arcobaleni ad accogliervi e mi raccomando cercate di stare controvento altrimenti la doccia è assicurata!

Anche la cascata meno conosciuta potrebbe meritare una visita.


Capirete che si parla di una cascata perché il nome finisce con foss (ovvero cascata).

Le principali cascate sono facili da raggiungere e sempre con parcheggio annesso. Le visite alle cascate in Islanda sono libere (essendo in natura) non esistono ingressi a pagamento ne tanto mento parcheggi (forse l'unico che ho visto a pagamento è quello del parco nazionale di Skaftafell, per Svartifoss) 

Ed ecco che con qualche consiglio vi elenco le più note, le mie preferite, dove si trovano e magari qualche aneddoto, e anche quella che mi è piaciuta meno...(anche se poi è tutto soggettivo!)

Gullfoss


Che voi prenotiate con un tour operator o no la prima cascata che incontrerete in Islanda è Gullfoss, è la più nota cascata d'Islanda forse anche per la sua vicinanza a Reykjavik, dista circa 1 ora e mezza, e fa parte del cosiddetto "Circolo d' Oro" insieme a Geyser e il parco nazionale di Thingvellir (Þingvellir). Di solito appunto prima tappa uscendo da Reykjavik, sebbene sia la cosa più turistica almeno la prima volta va visitato.

Ovviamente muta molto il suo aspetto a seconda della stagione.

La cascata si può visitare sia dall'alto che dal basso, dal parcheggio e dal souvenir shop si può scendere su una comoda scalinata di legno e accedere al sentiero che costeggia fianco della cascata fino il fondo, se è molto innevato questo sentiero non è accessibile perché abbastanza ripido. Invece proseguendo senza scendere la scalinata in legno si può percorrere un altro sentiero che consente di ammirare la cascata dall'alto. 

Essendo di facile accesso si può trovare molta gente.



Questa cascata avrebbe potuto non esistere, in quanto negli anni 20 degli investitori esteri avrebbero voluto costruire una diga per sfruttare l'energia idroelettrica, anche se il proprietario si rifiutò di vendere il terreno, gli investitori ottenere lo stesso il permesso. La leggenda dice che la figlia del proprietario andò a piedi a Reykjavik per minacciare di buttarsi dalla cascata. Per fortuna i lavori non ebbero mai inizio.

In un giorno da Reykjavik, visitabile anche se il tempo in Islanda è ristretto.


Öxarárfoss



Se fate il giro del famoso "Circolo d'Oro" Nel Thingvellir National Park c'è un'altra cascata raggiungibile con una breve passeggiata a piedi su passerelle di legno: Oxarafoss. Una ventina di metri d'altezza, più che la cascate vale proprio la pena visitare tutto il parco, con il cielo azzurro i colori saranno pazzeschi.


Seljalandsfoss





Anche questa cascata è di facile accesso. Ma davvero troppo suggestiva per non fermarsi. Dalla Ring Road la si nota subito, si prende poi la strada a destra e si arriva al parcheggio. 

Non sembra una cascata speciale a prima vista, un tuffo d'acqua in un piccolo laghetto, (ai tempi cadeva direttamente nell'oceano) ma ha una particolarità che non la si trova in tutte le altre cascate, ovvero si può fare il giro completo della cascate e passarci dietro. Con un facile sentiero percorribile, a tratti scivoloso, si può ammirare questa cascata da tutti i lati.

Per arrivare a Seljalandfoss ci si allontana 2 ore da Reykjavik. Ma credo che nessuno faccia tappa fissa a Reykjavik, il bello è proprio l'on the road e fermarsi in qualche piccolo bungalow sulla strada o qualche guesthouse (oggi molte di più rispetto a qualche anno fa).



D'estate è molto verdeggiante e nei prati circostanti ci sono anche piccoli fiori gialli, (seconda foto) d'inverno potrebbe variare a seconda del clima, potrebbe essere molto innevato (foto sotto) oppure potreste trovare la cascata avvolta nei toni autunnali. (prima foto)

Anche qui d'inverno se il sentiero è molto ghiacciato il percorso è chiuso. Raccomando sempre di indossare un impermeabile perché è un attimo che ti trovi controvento e non parliamo di un leggero schizzo d'acqua ma di una vera e propria doccia e sopratutto di proteggere la macchina fotografica, ma anche se ne uscirai fradicio come me lo spettacolo è assicurato.


Poco distante, nascosta dal suo stesso canyon si trova Gljúfurárfoss, ho provato a raggiungerla l'unica volta che sono andata in Islanda d'estate (le altre due in inverno) ma dall'alto, e non è affatto facile, bisogna arrampicarsi su una roccia senza appigli, poi c'è un tratto con una catena e un asse di legno in salita tra un masso e l'altro (ma ci vogliono gambe di due chilometri o l'agilità di uno stambecco) o l'aiuto di gentili signori che ti tirano su, ma credo che l'angolazione migliore per ammirarla sia dal basso, attraversare lo stretto canyon e avventurarsi bagnandosi i piedi nelle acque gelide (farò anche questo next time) e per ora non ho foto mie da mostrarvi.


Skógafoss



Proseguiamo e arriviamo in meno di 30 minuti ad una delle altre imponenti cascate d'Islanda: Skogafoss. Come la precedente anch'essa un tempo si gettava direttamente nell'oceano, ora scorre per un fiume prima di arrivarci. Visibile dalla Ring Road si prende la strada a sinistra, si entra nell'area di Skogar (dove ci sono numerosi posti dove pernottare, vi consiglio anche il ristorante con vetrate sulla cascata, nelle sere d'estate è possibile ammirare la cascata durante la cena) e si raggiunge il grande parcheggio proprio davanti. Non servono molti passi per arrivare ai piedi della cascata e finire bagnati dai suoi schizzi.

I più avventurosi potranno anche accamparsi nel prato davanti con una tenda e sentire il boato durante la notte.


Skogafoss si può ammirare sia dal basso che dall'alto, infatti sul lato destro si trova una ripida scalinata di ferro che con 700 gradini vi porta ai piani alti e vi farà ammirare il salto e l'intera vallata sottostante. Da qui parte un sentiero (Laugavegur) nominato il Sentiero delle Sorgenti Calde che arriva fino alla valle di Posmork e proseguire il trekking fino a Landmmanalaugar (prima o poi farò anche questo).


Esiste una leggenda dietro Skogafoss, di un tesoro nascosto dietro la cascata, durante le giornate più luminose i raggi colpirono le acque facendo intravedere il bottino, il primo a tentare il recupero del tesoro attaccò una corda al forziere talmente pesante che affondò. Cosicché diede vita alla diceria che bagnandosi nelle acque di Skogafoss sia possibile ritrovare un oggetto smarrito.


Svartifoss



La cascata nera, situata all'interno del Parco nazionale di Skaftafell. A caratterizzare il suo salto è la presenza di colonne basaltiche dalla forma esagonale. Verde d'estate, bianca d'inverno a volte dai toni autunnali la terra circostante merita una giornata in qualsiasi stagione.


Skaftafell dista 4 ore da Reykjavik e 2 da Skogafoss, anche qui bisogna trovare qualche guesthouse durante la strada. Ci sono tre sentieri per arrivare alla cascata, di solito si parte dal parcheggio principale (a pagamento) a sinistra del visitor centre seguendo la strada asfaltata, parte pianeggiante e man mano si sale fino ad arrivare a scorgere la cascata dall'alto come in buco. Si prosegue poi in discesa fino ad arrivarci vicino su di una terrazza in legno ai piedi della cascata. Con qualche saltello ci si può avventurare ancora più sotto, solita regola attenzione al vento e agli schizzi.



Il sentiero è di facile accesso, potrebbe non essere percorribile o facilmente percorribile in inverno. Un anno l'ho trovato innevato, siamo riusciti a passare ma era molto scivoloso causa lastre di ghiaccio e in discesa senza appoggio in alcuni punti era abbastanza complicato. 
Anche qui ci sono sentieri che portano verso l'infinito e oltre, tornando indietro invece si può percorrere la stessa strada per tornare al parcheggio oppure allungando di qualche ora su di una strada pianeggiante, con un paesaggio pazzesco, si può proseguire fino alla vista immensa dell'omonimo ghiacciaio per poi imboccare la discesa su un'altro sentiero. (ghiacciaio visitabile anche da sotto, strada a destra del cafè, con una passeggiata pianeggiante si arriva ai piedi del ghiacciaio e della sua laguna).

Dal parcheggio circa 1 ora e 30 minuti per arrivare a Svartifoss e tornare indietro per la stessa via + un paio d'ore se si scende dal sentiero vicino al ghiacciaio.


Dettifoss



Per arrivare a Dettifoss ci si sposta a nord, e bisogna calcolare almeno 10 giorni di tour in Islanda, arrivati a questo punto è bello proseguire e fare per intero la Ring Road e visitare anche il nord, meno esplorato del sud. (purtroppo a me mancano ancora troppi posti al nord, ma spero di rimediare presto). 
Dettifoss fa parte del Diamond Circle, valida alternativa del Golden Circle.

Dettifoss è la maggior cascata d'Islanda e d'Europa. La forza con cui si getta l'acqua nel suo canyon alto ben 45 metri è impressionante. E' talmente forte che l'acqua quando urta il terreno sottostante scava di qualche centimetro ogni anno.


Dettifoss, che significa letteralmente la cascata che cade si può visitare da entrambi i lati, lasciandosi la Ring Road (1) alle spalle si possono prendere la 864 (quella che ho preso io 32 km di off road) o la 862 per arrivare dall'altro lato.  
E senza nessun tipo di barriere si arriva fino al precipizio e vicinissimo al letto del fiume, dalla foto sembro molto vicino ma non mi sono azzardata troppo perché la potenza è davvero forte quasi da sentire la terra tremare sotto i piedi.


Ma Dettifoss non è l'unica cascata del fiume Jökulsá, infatti nel canyon si trovano ben altre due cascate, partendo da Dettifoss e seguendo i percorsi segnalati si trovano anche Selfoss (10m) e Hfragilfoss (27m) purtroppo faceva talmente freddo, arrivavo dal sud e da 6 ore di macchina e aveva iniziato a nevicare, era giugno e non abbiamo proseguito per le altre cascate, perché stavamo letteralmente congelando con il vento gelido e i miei leggings di cotone, ma anche qui rimedierò presto.


Goðafoss




Non capisco perché questa cascata sia tanto millantata quando non ha nulla da invidiare alle altre, anzi, ammetto che è la cascata che meno mi ha impressionato d'Islanda. 

Il nome "cascata degli dei" viene dal fatto che era considerata sacra perché vedevano nei tre getti principali della cascata la sacra triade: Thor, Odino e Freyr.
Forse più che il salto che è di soli 12 metri d'altezza è la sua forma quasi a ferro di cavallo a renderla nota.

Di facile acceso, visto che è praticamente sulla strada. Si lascia la macchina al parcheggio (da parte c'è anche un distributore di benzina) e in pochi minuti si arriva sulle rocce vicino la cascata.


Ecco questa era la mia lista delle cascate islandesi che finora ho visto, l'unica appunto che secondo me è meno degna di nota è Godafoss ma comunque non trascurabile. Le altre assolutamente imperdibili.
Spero con l'anno nuovo di riuscire a fare una nuova lista di cascate islandesi perché ne esistono molte altre che vorrei vedere. 

[foto fatte nei miei viaggi in Islanda negli anni 2013-2017-2019]

Monica M.



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