14 ago 2021

Tre Cime di Lavaredo: una passeggiata da togliere il fiato!

 


Le Dolomiti sono montagne fiabesche un po' ovunque dove ti giri tra il Trentino e il Veneto. 

Ma le Tre Cime di Lavaredo sono il simbolo delle Dolomiti, dichiarate nel 2009 Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, ed è facile capirne il motivo.

Le Tre Cime (chissà perché si chiamano così) sono costituite da tre grandi obelischi rocciosi formati da roccia calcarea:

  • Cima Grande che sfiora i 3000 m (2999 m per esattezza)
  • Cima Ovest 2973 m
  • Cima piccola 2857 m


COME ARRIVARE ALLE TRE CIME DI LAVAREDO?

Dalla strada statale SS49 (che arriva diretta dalle principali cittadine) si svolta a Dobbiaco, direzione Misurina. Poco prima dell'omonimo lago si svolta a sinistra e si prende la strada Misurina-Rifugio Auronzo, dopo qualche tornante ci si ferma ad una sorta di casello dove si paga il pedaggio/parcheggio per entrare con il proprio mezzo al Parco delle Tre Cime. 

Il costo del pedaggio in macchina è di 30€, l'alternativa è un bus/navetta al costo di 4€.  Ovviamente i posti del parcheggio (anche se bello ampio) sono limitati, quindi c'è il rischio di non trovare posto in una giornata molto affollata e quindi se non a piedi c'è l'obbligo della navetta.

Superato il casello si prosegue sulla strada asfaltata e con qualche tornante si arriva al Rifugio Auronzo, è per questo che è una meta gettonata e adatta anche ai meno esperti di montagna.



ESCURIONE ALLE TRE CIME DI LAVAREDO

Una volta parcheggiata la macchina si ha già una vista incredibile della zona. 

Siamo ai piedi delle Tre Cime, il percorso si può prendere da entrambe le parti, ma il 101 alla destra del parcheggio è il più evidente. E' un percorso ad anello che inizia e finisce al parcheggio adiacente al Rifugio Auronzo. (come direbbe mio fratello una passeggiata da pensionati!)


Il primo pezzo è una larga strada sterrata, totalmente in piano che dopo 15 minuti arriva alla Cappella degli alpini, poco prima si trova invece un masso con impresse orme fossili tridattili scoperte nel 1992 (anche i dinosauri sono vissuti sulle Dolomiti!) e poco dopo si arriva al secondo rifugio, il rifugio Lavaredo (2344 m.)



Ci fermiamo a bere un caffè e ne approfittiamo per la sosta bagno (0,50 cent).

Da qui si possono prendere due strade: verso sinistra lungo un sentiero che taglia sui deposi detritici proprio sotto la torre piccola, o proseguendo sulla strada sterrata. Il punto di arrivo è sempre lo stesso, a sinistra è più corta, quella di destra è leggermente più lunga e anche la più agibile. Noi abbiamo proseguito solo perché era deserta, tutta la gente viaggiava come formiche in fila ai piedi della cima piccola.

La scelta comunque secondo me è stata la migliore, perché la vista all'arrivo della Forcella Lavaredo era stupenda. Quando giri sulla grossa curva, ti trovi davanti le Tre Cime viste di lato.



Da qui si può scegliere ancora tra due percorsi, salire fino ai piedi delle Tre Cime e tagliare il giro sul sentiero proprio sul ghiaione (ingrandendo la foto qui sopra si vede una fila di persone sul sentiero) che accorcia il tempo del giro di quasi un ora, oppure proseguire verso destra sulla strada sicuramente più lunga ma tanto bella e panoramica. (nelle foto sotto si vede il sentiero di destra)




Optiamo per il sentiero di destra, scendendo lungo questo sentiero, costeggiando il Monte Paterno, si arriva al Rifugio Locatelli (2405 m.) dove ci troviamo proprio di fronte alle Tre Cime.
Prima di fare una piccola salita per il Rifugio Locatelli facciamo una pausa davanti a tutta questa meraviglia, le cime e una vallata con tantissimi fiori colorati.




Da qui in 10 minuti si sale al Rifugio Locatelli, da dove partono altri sentieri. Nella vallata dietro si possono vedere due laghetti alpini (Laghi dei Piani) Sicuramente meritano anche queste passeggiate.



Scendiamo dal rifugio e proseguiamo per la strada ad anello che continua in discesa.
Il tempo non è bellissimo, qualche goccia di pioggia, nuvole che coprono le cime, ma secondo me perfetto. 




Continuano la nostra discesa, sempre le Tre Cime come sfondo ad accompagnarci, un mix di rocce e prati con fiori, e qui arriva anche il primo acquazzone, giusto il tempo di mettere la giacca che ha già smesso, arriviamo quindi in un vero paradiso, una vallata piena di mucche stupende al pascolo. Ovviamente ci fermiamo ad accarezzare le mucche (non una, non due, ma quasi tutte le mucche...poi non chiedetemi perché ci mettiamo il doppio a fare i percorsi!)




Da qui inizia la salita, giriamo intorno alle cime e percorriamo sentieri un po' più esposti. E' la parte più faticosa ma comunque accessibile a chiunque, solo un po' in salita. Fino che non arriviamo ad un altro rifugio e alla sorgente del fiume Rienza e poco dopo a un laghetto alpino che specchia le cime, merita una pausa relax, peccato il tempo si sia annuvolato parecchio nel frattempo.


Continuiamo il nostro cammino ed arriviamo all'ultimo tratto, la Forcella del Col di Mezzo, è il sentiero più esposto ma comunque molto largo per camminare tranquillamente, peccato che nel frattempo la pioggia sia diventata grandine, poco prima di arrivare di nuovo al punto di partenza.
Le nuvole ci hanno avvolto come nebbia e siamo arrivati al parcheggio fradici.




La camminata dura 3/4 ore, noi ce ne abbiamo messe 5, ma forse anche di più, tra pause, pause foto, caffè e pipì, ma in fondo non era una gara, perché avere fretta.

Il percorso è veramente bello con pochissimo dislivello e sentieri facili. Poche salite, sentieri poco esposti. La vista sicuramente ripaga sempre tutto.




TIPS:

Costo pedaggio per arrivare al parcheggio
Il giro ad anello è lungo 9,5 km
Dislivello: 400 m.
Tempo di percorrenza: 3/4 h.

Monica M.

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